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Culto Basiliano

I monasteri basiliani, trait- d’ union fra i comuni montani dei Nebrodi fino al secolo scorso, ricoprirono un ruolo molto importante nella vita religiosa e politica degli abitanti. Il monachesimo basiliano si diffuse in Sicilia nel VI sec., dopo la conquista bizantina, col principale obiettivo di diffondere la cultura, la lingua e i riti orientali. In questo periodo, la vita cenobitica si caratterizzava per la sua autonomia e la convivenza comunitaria: molti erano uomini di cultura che avevano scelto una vita semplice, all’insegna dell’umiltà e della pazienza. I fulcri di questo sistema erano San Filippo di Demenna (Frazzanò), San Michele Arcangelo (S.Angelo) e San Nicolò de Ficu (Raccuja) con i loro metochi. I basiliani videro un concreto consolidamento del loro ruolo dirigente dopo gli anni della resistenza bizantina contro gli Arabi: in questo clima si sviluppò il Culto dei Santi fondatori della chiesa orientale, ma erano anni molto difficili, che videro il progressivo degrado dei monasteri. Nel 1061, con la conquista Normanna della Sicilia, i monaci ottennero la restaurazione e l’edificazione degli istituti religiosi, la concessione di vecchi e nuovi possedimenti; ma l’accordo durò poco: iniziò così la decadenza dell’ordine, fino alla sua scomparsa nel XV sec., sostituito poi dall’ordine benedettino.

Torrenova - San Marco d’Alunzio - Frazzanò

L’ itinerario ha inizio da Torrenova dove, imboccata una stradina all’altezza di via Meli, visitiamo la solitaria chiesa di S. Pietro di Deca, considerata una delle strutture architettoniche più caratteristiche dei Nebrodi. Di questa, risalente al V-VI secolo d.C., rimane l’interessante chiesa a pianta centrica, con interno circolare ed esterno ottagonale, inciso da monofore. Da Torrenova ci dirigiamo alla volta di San Marco D’Alunzio. Qui visitiamo la chiesa di S. Teodoro, a croce greca di tipo orientale e cupolini di tipo bizantino e l’attiguo convento che, recentemente restaurato, è divenuto sede del Museo della Cultura e delle Arti Figurative Bizantine e Normanne, ove sono custoditi preziosi residui di affreschi (figure dei Quattro Dottori della Chiesa d’Oriente). Uscendo dal paese-museo ci portiamo a Frazzanò, per visitare il maestoso Monastero di S. Filippo di Fragalà. Punto di notevole importanza nella storia del monachesimo di rito greco in Sicilia, il complesso monastico fu fondato intorno al VII secolo e riedificato dall’egùmeno Gregorio nel 1090 a seguito delle donazioni del granconte Ruggero, divenendo un importante centro di fede e cultura bizantina.

San Fratello - Militello Rosmarino -Alcara Li Fusi

L’itinerario parte da San Fratello e precisamente dall’antico sito italo-greco di Apollonia, ove visitiamo il monastero basiliano che fu intitolato ai “Tre Santi Fratelli” a seguito del ritrovamento, in tale luogo, dei loro resti. La piccola chiesa monastica, la cui facciata è stretta fra un portico cinquecentesco ed i modesti edifici del convento, è conformata al modulo edilizio bizantino, a pianta centrale. Da qui, ci muoviamo alla volta di Militello Rosmarino dove visitiamo l’abbazia basiliana, divenuta successivamente benedettina, di Santa Maria lo Brignolito. Lasciato il paese, ci dirigiamo ad Alcara Li Fusi, dove si trova la chiesa di Santa Maria del Rogato, un tempo incorporata a un monastero basiliano.

Piraino - Sant'Angelo di Brolo - Raccuja - Sinagra

L’itinerario trova il suo inizio presso Piraino, ove riscontriamo la presenza di due chiese conventuali, fra le quali la chiesa della Badia. Originariamente chiesa bizantina dedicata alla Madre di Dio (Teotòkos), fu in seguito assegnata dal Conte Ruggero all’abbazia basiliana di S. Nicolò de Ficu di Raccuja, come metochia. Lasciato il paese ci dirigiamo alla volta di S. Angelo di Brolo dove visitiamo, presso il luogo in cui è ubicato il cimitero, il chiostro e le restanti strutture dell’abbazia basiliana di S. Michele Arcangelo di Lisicò. Quest’ultima, ricostruita dal granconte Ruggero nel 1084, a memoria di una sua vittoria, trova le sue radici in epoca bizantina. Nel 1450, a seguito di un forte terremoto, il monastero dovette essere integralmente ricostruito. I ruderi della chiesa ed il chiostro presentano un’evidente impronta cinquecentesca, mentre il campanile, sormontato da una guglia, risalirebbe al ‘700. Lasciata S.Angelo ci dirigiamo verso Raccuja e precisamente in contrada S. Nicolò, per visitare l’abbazia basiliana di S. Nicolò de Ficu. Destinatario di un privilegio concesso dal granconte Ruggero all’egumeno Nicodemo, il monastero fu edificato, nel 1091. Da Raccuja scendiamo lungo la sponda destra della fiumara di Naso, percorrendo una strada a tratti dissestata che conduce, a Sinagra, centro le cui origini risalgono all’epoca bizantina.

 

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