Le testimonianze tramandate nel tempo,
raccontano culture e costumi diversi, memoria di particolari occasioni durante le sagre
paesane e le feste per i Santi Patroni: esse esprimono un forte sentimento religioso, il
senso di appartenenza ad una realtà cittadina di antiche origini. I bizantini hanno
lasciato una forte impronta nelle liturgie e nel culto dei Santi orientali, venerati in
molte località in cui venivano erette chiese e cappellette votive. Sono caratteristici
gli addobbi di rami di alloro, ornati con nastri e campanelli argentei, le spighe
intrecciate, i cordoni votivi colorati e i canti inneggianti, che accompagnano i Santi
durante le processioni.
Galati
Mamertino - Longi
A Galati Mamertino visitiamo il Mulino e
Pastificio Etnoantropologico, sito, in un locale ancora integro risalente ai primi del
900: la struttura rappresentava, unitamente a quelli funzionanti nella Valle del
Fitalia, uno dei primi esempi di aggregazione neo-industriale. Qui possiamo vedere arnesi,
strumenti e macchinari inerenti il ciclo del grano, apprendendone il funzionamento e,
inoltre, antichi oggetti legati alla quotidianità. Da Galati Mamertino ci spostiamo,
verso Longi. Durante il tragitto sarà possibile ammirare lantico borgo Milè,tipico
esempio di architettura contadina, che ha conservato struttura e tipologia originali.
Giunti a destinazione, andiamo a visitare lAntico Mulino a pietra: qui, in un antico
mulino restaurato e rimesso in funzione, possiamo apprendere, mediante lantica arte
molitoria, le tecniche di lavorazione dei derivati del grano con la possibilità di
acquistare prodotti altamente biologici.
San Salvatore - Tortorici - Ucria
A S. Salvatore di Fitalia, paese che porta
il nome della valle che domina, visitiamo linteressante Museo delle Tradizioni
Religiose Siciliane. Il museo racconta i vari aspetti della religiosità popolare
siciliana, testimoniando la continuità fra paganesimo e cristianesimo, le espressioni
profondamente religiose del popolo e della sua ritualità: riti natalizi e pasquali,
iconografia devozionale, costumi delle confraternite, pani e dolci votivi, strumenti di
festa, ex-voto anatomorfi, etc. Da S. Salvatore ci spostiamo alla volta di Tortorici, per
poter visitare il Centro di Storia Patria dei Nebrodi S. Franchina, situato in
un caratteristico e suggestivo seminterrato, dove troviamo arnesi di lavoro e prodotti
della civiltà agro-pastorale; attrezzi che testimoniano le abilità artigianali
sviluppatesi dal sec.XIII in poi: stampi in legno e in gesso per decorare le campane, la
bottega del falegname, attrezzi per la lavorazione del lino e della canapa e tante altre
testimonianze del passato. Da Tortorici, ci dirigiamo verso Ucria, dove visitiamo il Museo
Etnostorico dei Nebrodi A.Gullotti. Al suo interno si trovano i reperti
inerenti la vita contadina e i mestieri che costituivano la base economica di molti
centri: una sezione ne documenta le tecniche, evidenziando linterazione uomo-natura;
una seconda, invece, è dedicata al rapporto uomo-donna, alla differenziazione dei ruoli e
alle attività prettamente femminili nella civiltà contadina. Una terza sezione riguarda
le maschere di cartapesta.
Sant'Agata Militello - Alcara Li Fusi
A S.Agata Militello, in un edificio di
recente costruzione, sono esposte le collezioni del Museo Etnoantropologico dei Nebrodi.
Illustrano strumenti e tecniche della produzione del lino, del grano e delle olive,
lattività dei pastori, le attività della donna quali la tessitura e la
panificazione. Possiamo inoltre ammirare costumi, immagini, ex-voto, documenti sulle feste
patronali e sulla Settimana Santa. Lasciata S. Agata, ci spostiamo verso Alcara Li Fusi,
per assistere alla lavorazione delle caratteristiche e coloratissime pizzare,
ossia coperte, tessute tuttoggi con antichi telai domestici. |